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coscienza
corporea acquatica
con il termine di
"coscienza corporea acquatica" intendo un metodo che permette alle
persone di muoversi con consapevolezza nell'elemento acqua.
nell'acqua ci troviamo in un elemento che, essendo del tutto diverso
dalla terra-ferma (forza di gravità, postura, respirazione, …),
allontanano apparentemente dalla vita quotidiana, ma appunto per
questo, e sfruttandone adeguatamente le leggi, ci restituiscono una
profonda conoscenza da un punto di vista corporeo, emotivo, mentale ed
energetico.
questo metodo è frutto del mio lavoro di trenta anni di esperienza
quotidiana in piscina con le persone adulte, per cui, con i dovuti
accorgimenti può essere adattato alle diverse esigenze, sia delle
persone che sanno nuotare sia di chi ha paura dell'acqua.
può essere utile per migliorare la qualità delle relazioni personali,
nella formazione di operatori acquatici, nei gruppi scolastici, nei
gruppi familiari, per le gestanti e gli atleti e per tutte le persone
che vogliono approfondire il loro rapporto con l'acqua profonda.
gli esercizi proposti riguardano inizialmente il galleggiamento da
fermi e la respirazione, poi il lavoro si snoda attraverso proposte di
movimento sopra e sotto l'acqua, prima da soli e poi in coppia e con
tutto il gruppo di persone che nuotano insieme e vicine.
gli incontri sono sia individuali che di gruppo.
è prevista alla fine degli incontri una condivisione verbale su come è
stata vissuta l'esperienza da parte delle persone.
l'intento di base è fare sì che ogni persona possa rendersi consapevole
della sua esperienza dello
stare in acqua e del suo
modo individuale e particolare di galleggiare, nuotare, respirare e
relazionarsi con gli altri.
il metodo della coscienza corporea acquatica è sostenuto dal sistema di
lettura corporea della analisi bioenergetica di Alexander Lowen e dalle
modalità di relazione affinato dall'approccio centrato sulla persona di
Carl Rogers.
secondo lowen ogni tensione muscolare sia cronica che generata da uno
stress temporaneo è un "buco" nella nostra capacità di sentire il corpo
e quindi di percepire noi stessi, e quindi di strutturare il movimento
e il comportamento.
attraverso l'esperienza che propongo, le persone sono messe nella
condizione non direttiva per poter sentire e sciogliere le tensioni
presenti nel corpo, affinare la propria capacità di auto-ascolto,
riprendere contatto con le emozioni e le parti di sé che avevano
"dimenticato".
il galleggiamento dipende dal tono muscolare e dalla qualità della
nostra respirazione.
il tono muscolare è la risultante di una complessa interazione tra
sistema sensitivo e motorio, integrato a livello del sistema nervoso
centrale.
il tono è espressione del nostro senso di benessere e della nostra
emotività.
per esempio, se una persona ha paura dell'acqua, o ha difficoltà nel
nuotare, si troverà a vivere una situazione di stress e tenderà a
contrarre la muscolatura, diminuendo così il galleggiamento, avrà
difficoltà nel coordinare la respirazione e negli esercizi a coppie
cercherà di aggrapparsi a qualcuno.
uno degli obiettivi di questo lavoro è quello di permettere alle
persone di "lasciarsi andare" e di potersi affidare alla realtà del
galleggiamento.
lowen parla anche delle limitazioni della respirazione che riguardano
tensioni o trattenimenti diversi nei diversi tratti caratteriali.
in ogni persona, con il suo tratto caratteriale, è possibile
evidenziare una particolare respirazione toracica e uno o più tensioni
muscolari nei vari distretti anatomici.
tutto questo limita la vitalità della persona e risulta più evidente in
condizioni di stress.
con gli esercizi che propongo, anche la respirazione si fa più ampia
grazie alle espirazioni e alle apnee inspiratorie. in acqua le persone
possono diventare più consapevoli delle loro limitazioni respiratorie
proprio in relazione al galleggiamento: se si espira in modo prolungato
si scende sul fondo della vasca.
poi, negli esercizi a coppie e di gruppo, le persone possono esplorare
il loro modo di stare con l'altro.
il risultato finale visibile da un osservatore esterno è una qualità
"naturale" del movimento in acqua, fluida e spontanea. il soggetto che
nuota si percepisce come un tutt'uno, un corpo integro che coordina
facilmente gestualità, respirazione e intento.
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